mercoledì, febbraio 14, 2007

B O R T (puntata pilota)

God nat a tutti, companheri delle Indie...
Mentre il mondo impazzisce per le avventure dei bei naufraghi di Lost ecco in breve quello che accade nella molto più fredda Danimarca. BORT, persa, la serie tv danese che ha conquistato la Scandinavia, la Groenlandia (che poi è danese) e anche un po' di Siberia, ma solo dove hanno la tv satellitare.

DAG 1. Atterraggio. Nel giro di una settimana Esila si ritrova la neve fuori dalla finestra...

DAG 7. Esplorazione dell'isola. (Non è un'isola, ma Copenhagen si trova su un'isola). Nel tentativo di procacciare cibo che piaccia anche alla Gabry comincia il tour della città. Gli indigeni continuano a parlare una lingua sconosciuta, piano piano però imparo le parole fondamentali che mi permettono di nn aspettare autobus che nn arriveranno mai.

DAG 14. La coda dell'erasmus. (Esila incontra gli studenti che si trovavano nella coda dell'erasmus prima dell'impatto). Piccoli problemi con l' hispanic-english, gente che già si conosce, accodamento e attesa. Gente che sta per ripartire, poi col 1st febbraio riparte. Ma prima passa le conoscenze e indica i posti giusti

DAG 18. Ai confini. (Aalborg e Skagen). Esila e gli amici iberici noleggiano una macchina e partono per un wonderful trip fino alla punta estrema della Danimarca, l'amena cittadina di Skagen. In fronte a Svezia e Norvegia. Conquista del lembo di terra che divide il mare aperto dal canale del Kattegat e visita alle Dunas desertificate. Paesaggi lunari e panorama mozzafato. E mare forza 9. Fuggire, sì, ma dove? Il vero vichingo danese non arretra di fronte al vento!










DAG 20. Gli Altri. (La Dharma Initiative ad Aarhus, cioè lo Studenterhus, organizza l'orientation day. Esila entra in contatto con gli Altri)
In mattinata proiezione del video "this is denmark" aggiornato al 1980. Esila si siede vicino ad un veronese e tenta l'approccio in perfetto accento british. "Where are u from?" Risposta inattesa.."Italy".
Poi solita Little Italy che si crea, generalmente, intorno al cibo (un po' inquietante) fornito gratis (il che già di per sè rappresenta un evento imperdibile) dai giovanotti dello studenter. Nel pome caccia al tesoro sotto la pioggia per le vie di aarhus, si conquistano raffreddore e nuovi amici americani, francesi, olandesi. Ma la lingua più parlata tra i cappucci rimane il romano de TorVergata. In serata cena a lume di candela e party, il gruppo si solidifica e diventa ben presto una cricca di amici della cucina internazionale, dalla repubblica ceka alla spagna.

DAG 29. La spiaggia. (La Danimarca mostra altre sorprese, questa volta a pochi km dal centro di Århus)
Splendida domenica, complice l'arrivo del mio Andrea da Bologna! Autobus 6 fino al nulla assoluto della campagna danese, casette a graticcio con tetti di paglia e muschio, mulini a vento, cavalli a pelo lungo e arieti, qualche sasso preistorico, ponti su laghetti ghiacciati, sole, cielo azzurro. E poi, finalmente, il mare. Libero dal porto! Case di pescatori e pontili con le stalattiti di ghiaccio, un mare a cui non siamo abituati, un mare che non sa di crema solare ma di ondate sugli scogli e di iodio e di spuma vaporizzata che riflette l'arcobaleno nelle giornate di sole. Il mare del Nord..









DAG 33. La Capitale (quando si salpa per Copenhagen)
E' passato solo un mese, poi la curiosità di vedere la capitale della Danimarca ha la meglio: con Andrea partiamo alla volta dell'isola dello Sjælland. Il tempo è proibitivo, ma la neve che ci accoglie alla Valby Station ha qualcosa di romantico e avventuroso. Prima capitale europea che visito senza torme di italiani come contorno: solo la caratteristica musicalità del danese, i gabbiani e la neve sul cappuccio. Il vero vichingo danese non arretra di fronte alla neve!










Così tante cose da raccontare che il tempo nn basta mai per aggiornare nessun tipo di diario, ho paura nemmeno uno mentale, in grado di ricordare tutto, di conservare i colori e le sensazioni. Nessuna rubrica mentale per contenere tutte le persone che incontro, dagli altri erasmus, ai vicini, alle signore di Copenhagen che ti chiedono loro se hai bisogno di aiuto quando ti vedono sperduto con la mappa in mano. Nessuna parete abbastanza grande per contenere i metri quadrati di cartoline, poster, foto, mappe, foglietti che prendo in ogni dove per avere un ricordo.
A volte non afferrare completamente le cose come accade qui, nella tempesta di novità che ogni giorno ti sveglia e ti accompagna, ti dà l'impressione di essere vivo fino in fondo. A volte fa l'effetto contrario, come ovattata sensazione di sognare ad occhi aperti una tua vita alternativa, dove i comandi sono molto più facili da manovrare ma l'ambiente è troppo onirico e imprevedibile perchè tu possa realmente considerarla vita vera.
(Forse ci capita normalmente ogni giorno, ma qui la facilità con cui l'esterno muta ci costringe a trovare in noi stessi il punto di riferimento. A casa è il contrario, prendiamo a riferimento il mondo esterno e la sua quotidianità. Forse quindi la stabilità e la continuità della coscienza sono più simili a quelle di un sogno che a quelle che realmente vogliamo attribuirgli. E, come in un sogno, le razionalizziamo per poterne parlare, le supponiamo per poter fare qualsiasi discorso sul mondo. Chi mai crederebbe ad un discorso che ha le sue radici in un'esperienza onirica?)


Ad ogni modo,
BORT (persa) torna spero prima di un mese:)
intanto trovate foto varie nella web gallery del gruppo, "iwantafork"... ci trovate su iwantafork@gmail.com

http://picasaweb.google.com/Iwantafork

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