giovedì, novembre 08, 2007

Alla rivoluzione con lo yacht

A tutti voi, buonasera!
Incredibile che il tempo di scrivere un pochino sul nostro longevissimo blog delle Indie lo debba trovare in una pausa nel tirocinio. Qui intorno a me stanno costruendo siti, io intanto ho finito per l'ennesima volta di ricorreggere il testo di quello delle borsette. Tanto lo so che adesso il capo lo rileggerà e ricorreggerà all'indietro le cose che mi aveva detto di cambiare...
E' dura sentirsi all'altezza di un lavoro, specialmente se é un lavoro che piace. Tipo il sogno di una vita. Quando da piccola facevi i telegiornali per i tuoi amichetti con le pubblicità in mezzo, stupide e deliranti. O quando con i tuoi cugini (sì giudy!altre cose da dire a Tommaso:) creavi le scarpe BOI NOI e le corredavi di etichette e slogan idioti. Sennò quando facevi i tg in reparto e ci mettevi dentro la pubblicità della sede strafica e la commentavi con il mitico: "boh, forse la mia é rotta..."
E viene il momento in cui ti chiedi...era solamente una risposta comoda alla domanda: cosa vuoi fare da grande? Una scelta pianificata di direzione per i miei studi? Poi, dicono, cominci a lavorare e perdi l'entusiasmo. E' un mondo difficile, gente che ti scavalca, mercenari al soldo delle aziende, scelte obbligate che vanno contro la tua morale.
Tipo: un giorno devi reclamizzare la Nike. E io non compro nulla di Nike da 10 anni.
Tipo: l'agenzia dove stagio (verbo: stageare, nome: stagista, aggettivo: stagioso o stagico) reclamizza yachts da milioni di euro, e a me viene la pelle d'oca e li butterei tutti a mare questi straricconi. Strascichi conunisteggianti a parte, non é il mio mondo, eppure devi imparare anche la loro lingua. Prezioso, unico, lusso, eleganza. 1200 euro di borsetta. selezione, artigianale, personalità, raffinatezza.
Io però sono stagista e non prendo nulla. Al massimo lavoro a progetto, se fortunata, per 500 euro al mese. Tradizione, qualità, rifinitura. E intanto sto finendo l'università, china sui libri a preparare esami tra ora di merenda e ora di cena. Mentre il mondo ti passa sopra, a fianco, ma mai comunque in un posto comodo per tenerlo sotto controllo.
E poi un giorno te lo dicono in faccia che te lo meriti di essere sfruttata. Perchè non protesti, perchè lasci che, per dirla con luttazziano eufemismo, te lo mettano nel culo. E tu ci pensi, cavolo c'hanno ragione!, ma devi finire gli esami. Mentre i tuoi professori migliori vengono licenziati uno ad uno perchè non hanno un contratto, rimangono solo i vecchioni con 2-3 cattedre a testa.
Sofisticate, curate, di classe. Le borsette sono sempre lì, magari ne basta una per avere uno status symbol, diventare opinion maker, fregare gli stakeholders, cambiare il brand, sposare il prèt a porter.
Io sono dove? Mi posiziono nella piramide di prodotto: una quasi laurea in comunicazione e un paio di conoscenze tecniche. Non mi posso permettere la borsetta. Non mi posso permettere un lavoro se non precario. Perchè non convengo come acquisto a lungo termine, meglio un rent-a-copywriter. Ma io non protesto, addirittura ringrazio. IO devo laurearmi, sono 18 esami in 2 anni!
Intanto, che bello! qualcuno mi dà l'occasione di essere sfruttata! ma è giusto, tutti soffrono. Chi per arrivare a fine mese, chi per scegliere tra due yacht che sono troppo belli per escludersi a vicenda. Evviva, non sono nulla...i miei vicini over70 e qualche cretino della Co.Ca (scouts) non mancano l'occasione per ricordarmelo.
E io me ne sto convincendo. Che devo solo guadagnare per avere un giorno uno yacht. Non mi interessa la politica, non mi interessano i decreti legge sulla ricerca e l'università, non mi importa se non ho più diritto di avere rispetto per i miei 24 anni.
Tanto nel mondo reale io sono solo una borsetta precaria.

4 commenti:

  1. Beh il fatto che tu abbia degli amici che ti ascoltano, ti scrivono, ti vengono a trovare e postano foto stupide per farti gli auguri, significa che proprio nessuno non lo sei anzi!!!
    Per noi (e per me) qualcuno sei!!!:-)

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  2. :D
    allora..ci venite a fare la rivoluzione con me??ognuno porta quello che vale e non quello che gli affibbiano!

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  3. adesso...non esageriamo...:-D

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  4. Mmh... qui qualcuno assaggia il gusto retrò della rivoluzione! Il malcontento giovanile (quello serio) si espande a macchia d'olio, peccato che qualcuno ci rimanga sempre fritto e si tiri indietro. E' un mondo duro come la scorza del cocco, peccato che anche se riusciamo a penetrare il buon latte non c'è...

    Ma come dice Rck, l'importante è che almeno nel nostro piccolo ci vogliamo bene. Chissà che prima o poi qualcuno ci noti.

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