lunedì, ottobre 26, 2009

Il mondo attraverso lo schermo

Sabato sera sono stata alla presentazione dell'ultimo disco di Samuele Bersani alla Feltrinelli "sottotorri" di Bologna, un piccolo incontro con il pubblico intervallato da live di canzoni più o meno famose (almeno per me..ma so che Cate è contenta!). Insomma, un clima rilassato...come si conviene alla tappa di promozione "sotto casa" (Bersani è bolognese da molti anni).

Che c'è di strano, direte voi (..a parte il fatto che io -IO!!- vada ad ascoltare Bersani - un cantante ITALIANO! - chiamandolo pure per sbaglio Pier Luigi, ma questa è un'altra storia...). C'è di strano, o forse di fin troppo comune, che ero totalmente circondata da gente con telecamere, telefonini e macchine fotografiche. Ma non solo all'inizio.

Oserei dire che in molti non hanno staccato gli occhi dagli schermi nemmeno un istante, finendo per vedere l'intero evento "in tv". E con risultati pessimi! La mia vicina fotografava con il cellulare alcuni pixel verdognoli che solo ricomposti dalla Scientifica potrebbero - dopo certosino lavoro - ricordare la figura sfocata di Samuele Bersani. Non solo, per fare queste 100 foto megapixel (l'incontro è durato 1 oretta...) ha cancellato inesorabilmente vecchi scatti, tra cui sicuramente un caro parente o qualche tramonto sul mare, scrigno di inestimabili ricordi.

Cos'è questa pratica diffusa dell'assistere ad un evento filmandolo o fotografandolo in continuazione? Mi succede sempre più ai concerti: in ogni fotografia appaiono 10 altri piccoli schermi che mi frammentano il cantante come in un quadro di Braque. Ma non sei in grado di vivere l'evento invece che guardarlo filtrato? Cosa te ne viene? Lo puoi riguardare? Ma sarà un'altra cosa... La verità - pensavo mentre il mio imbarazzante vicino chiedeva a gran voce una canzone che era già stata cantata - è che lo puoi FAR GUARDARE. Vivere un evento fissandolo sullo schermo, o forse filtrandolo attraverso lo schermo. Essere lì, ma anche nel luogo della fruizione futura di quel video. Insomma, pensare a come apparirà su YouTube, o su Facebook. Come lo vedranno i tuoi amici.

Mentalità registica? No, non direi. Questa affermazione rivelerebbe una confusione tra televisione e cinema in termini di struttura.
Che certo esiste - realizzavo mentre Bersani rivelava qual è il suo vero profilo su FB -, e si basa su una somiglianza di forme che si reggono in realtà su concetti quasi opposti.
La TV riprende uno scorcio di vita (finto quanto vuoi, ma) che sussiste / è sussistuto (o sussisto :) autonomamente dalla sua ritrasmissione. Il cinema invece RIPRODUCE la vita, nel senso che la storia non sussiste al di fuori dello schermo. Più precisamente - mi confermava involontariamente la vicina che da 20 minuti stava cercando lo zoom nella sua nuova digitale - la vita cinematografica non esiste al di fuori dell'istante in cui viene colta da uno spettatore. E si basa quindi su un meccanismo mimetico che poco differisce nell'aspetto esterno (lo schermo), ma è totalmente opposto nel suo porsi.

Il cinema è propriamente vita, perchè irripetibile, come il teatro. Puoi rivedere un film - come puoi rivedere Bersani ogni volta che presenta questo nuovo album, mi suggeriscono i fan irriducibili che cantano in coro - ma sei troppo coinvolto in prima persona (senza di te, non esisterebbe) per poterlo considerare al pari di una replica di Porta a Porta - già di per sè discutibile. O al pari di un incontro /concerto con Samuele Bersani, che nell'istante stesso in cui lo guardi è ripreso e catturato da 100 schermi pronti a ritrasmetterlo. Filtrato. Dalla straniazione del contesto che YouTube immancabilmente causa.

L'impossibilità di riprodurre una cosa vissuta, diventa paradosso di fronte alla (apparente?) riproducibilità dello sguardo che l'ha osservata. Paradosso amplificato dalla tecnologia, direi, portato all'estremo dell'esigenza di filtrare la realtà attraverso uno schermo anche nel delirio di un concerto. Per riprodurla (potenzialmente) all'infinito.

E così - per concludere con un coup de theatre - posso permettermi (grazie Andrea, io un giorno cmq avrò un'azienda di elettronica) di linkarvi al video dello stesso evento che ha realizzato qualcun altro, vicino a me, diverso da me. Un video abbandonato nel web, con audio pessimo, in balia di ignoti fruitori. Tra cui voi, ricontestualizzati da me.

Non vi sentite un tantinino straniati?

5 commenti:

  1. ah vedi la fortuna di abitare a Bologna? A trento bene che ti vada ti arriva il "Collettivo Ginsberg": bene che ti vada perchè ti può ovviamente capitare che il concerto poi venga annullato..

    Comunque grande Bersani, ottimo disco e anche ottimo risultato alle primarie. :D

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  2. Quella dei video/fot ai concerti è un problema che mi sono sempre posto pure io! XD
    Filmare per poter rivedere o godersi il momento? Personalmente propendo quasi sempre per la seconda alla fine...penso che l'emozione di guardare dal vivo sia impareggiabile, in fondo attraverso uno schermo guardoo già troppe cose...

    P.S: Ma come? Non vi piaceva il longilineo ferrarese? XD

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  3. eh eh anche noi siamo andati alla presentazione dell'album alla feltrinelli a milano!!che vite parallele!!

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  4. Interessante analisi esila!effettivamente è un tema che ricorre nella mente..questa smania di aver visto e poi testimoniarlo con un video sta davvero diventando una moda che lascia poco spazio per assaporare l istante!

    ps belle le vite parallele!
    ps2 quello dietro nel video è gandhi?=)

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  5. Dentro al replay
    fra miliardi di altri ci sei
    e non hai scia...
    Non sceglie mai niente per caso Esila!

    mentre voi eravate nei mondi paralleli ad ascoltare il disco di bersani io ero a sharm ad ascoltare saddam ali baba (i 40 ladroni avevano il ca...otto :-) )!

    tronata un po' rimbambita stamattina alle 6..vedo di ripigliarmi e poi vi racconto!

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